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FINALMENTE HO AVUTO IL TEMPO
March 24

margherita baldacci

MARGHERITA BALDACCI
Questa è la storia di Margherita Baldacci
una ragazza di periferia,
una ragazza che lavora in pizzeria
abita in Viale Ungheria.
Lei sta con Giuseppe Mirella, detto Pino,
operaio in fonderia... mamma mia.

Conosco una ragazza di nome Baldacci,
lavora in una pizzeria,
sta da quattro mesi con Pino Mirella
capofficina in una fonderia
lui, nuovo romantico, poeta di periferia
lei stende la pasta e intanto sogna di fuggire via, via, ia, ia.

Baldacci, c'è un universo in te
Baldacci, ma dimmi tu dov'è
lo cerco e non lo trovo
ma dimmi tu se c'è
sarò una testa d'uovo
ma mi fido anche di te.

Pino Mirella fa una festa, una festa di compleanno,
invita Margherita Baldacci e lei commette un grave errore
porta la sua amica Mirella.
Pino Mirella s'innamora di Mirella e scappano insieme
e lei si butta dalla finestra...
...che sfiga.

Un giorno ad una festa a casa del Mirella
mi pare fosse sabato sera,
Baldacci arriva insieme ad una tipa carina
pensavan tutti fosse sua sorella
noooo, invece non era così
ma si chiamava pure lei Mirella
ooooh, ma va a finire sempre così
non ti dovevo portare, non ti dovevo portare,
non la dovevi portare.

Baldacci, crolla tutto intorno a te
Baldacci, ma il mondo tuo qual'è
stendevo la mia pasta
volevo andare in Albania
guardo adesso la finestra
è proprio quella la mia via

Margherita Baldacci, crolla tutto su di te
Rita Baldacci, ma il mondo tuo non c'è
è un bisonte insaponato sui binari di un metrò
forse è un giradischi rotto
un'estate in autostop.
ma siamo tutti Baldacci nai na na na na nai na
mortacci na na na na na
e stendiamo le lenzuola sempre qui in Viale Ungheria
guardiamo giù dalla finestra
forse è quella lì la via.

Ora di Margherita Baldacci ci resta soltanto
un mazzo di fiori sul selciato...
...'azzo

Conoscevi una ragazza di nome Baldacci
lavorava in una pizzeria,
stava con un tipo di nome Mirella
capofficina in una fonderia

March 20

ti.......

Ti guardi intorno sapendo

che qualcosa fluirà ancora
intorno, nel vuoto, l'aria
è la legge di ciò che non trovi
tutto ciò che hai, che hai qui
e non si muove alla tua vista.
Svanisce
tutto...è troppo vicino
quel poco che hai paura di perdere
è una confusione colorata scura
cangiante...troppo vicina
quell'insensata stanchezza
spezza, incrina, produce
ti preme...troppo vicina.

Cadere nei fossi e ridere
Crescere dai muri e piangere
e guardarsi in torno e dire:
"che  ci faccio qui?"

ERANO.........

Erano Giorni In Cui Non Si Aveva La Paura Di MORIRE

erano giorni di una strana felicità
e elevata spensieratezza
era il tornare eccitato da scuola
per la troppa sensualità dimostratami
era il fare il coglione
era il ridere
e non sorridere
di gusto
era il fare colazione
alle otto di mattina
con birra e cornetto

era il non avere niente per aprirla
era il chiedere di farlo
alla commessa del supermarcato
senza temere
i suoi frivoli commenti
era il mettersi d'accordo
durante la pausa
su cosa comperare da bere
per la serata
era il comperare poi il pomeriggio
intere casse di birra
e qualche bottiglia d'amaro
per digerirla
era il riunirci
nella casa di campagna di un amico
era il farlo per scamparla
dalla solita pizza
proposta sempre
dalla solita persona
era l'ascoltare musica
da un piccolo stereo scassato
nella quale mettevo
una cassetta
che precedentemente avevo registrato
con cura e dedizione
calcolando tutto:
musica e parole
giuste per la nottata
era il fare il gioco dei limoni
era lo stare attenti a sbagliare
apposta per bere
era il salire coi piedi
sul tavolo
e improvvisarsi poeta
era un bel pezzo di vita
era il ricevere un messaggio
sul cellulare
da "un'amica"
che dopo essere stata accompagnata
a casa dal suo ragazzo
mi mandava:
buona notte
non bere troppo
a domani
baci dove vuoi
era lo strappare di mano
il cellulare
al fratello un pò troppo curioso
del suo ragazzo
che era un amico
era il ballare una danza invasata
come indiani
che chiamavano la pioggia
era il bianco attorno alla pupilla
ormai rosso
come il vino
del nonno
di Nino
che qualcuno aveva trovato
in frigo
era non sentire freddo
nel gelo dell'inverno
era la luce della luna
a farci giorno
nel buio della notte
era sognare
senza bisogno
di dormire
era l'imboccare strade controsenso
era il riuscire a portare a casa
la pelle
era il prendere per il culo
chi per primo vomitava
il tutto però senza malizia
era il sorridere
senza odio
quando poi
toccava a te
era lo stereo
che tremava e temeva
per la sua incolumità
ma passava lo stesso
Vasco
Liga
Doors
e tutto ciò che volevamo
era l'aspettare che il più piccolo
si riprendesse dalla sbronza
era il veder piangere
quello che prima
si dava troppe arie
era l'imprecare dio
senza che ne avesse colpa
era l'inserire monete
al ritorno dalla festa
nella cabina telefonica
di fronte alla caserma
e pisciarci dentro
scambiandola
per bagno pubblico
era il respirare
altro tipo di emozioni nell'aria
era il tempo
che sembrava fermarsi
e aspettare
erano giorni in cui
non si aveva
la paura di morire
era un'altra storia!?
era un'altra vita!?
erano altri tempi!?
erano soltanto altri sabato/i
March 08

I MATTI

I MATTI
I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.
A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.
I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia,
a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.
I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.
I matti vanno contenti, sull'orlo della normalità,
come stelle cadenti, nel mare della Tranquillità.
Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
piene di spazzatura e di silenzio, piene di freddo e rumore.
I matti non hanno il cuore o se ce l'hanno è sprecato,
è una caverna tutta nera.
I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato
e a una moglie portata via da chissà quale bufera.
I matti senza la patente per camminare,
i matti tutta la vita, dentro la notte, chiusi a chiave.
I matti vanno contenti, fermano il traffico con la mano,
poi attraversano il mattino, con l'aiuto di un fiasco di vino.
Si fermano lunghe ore, a riposare, le ossa e le ali,
le ossa e le ali, e dentro alle chiese ci vanno a fumare,
centinaia di sigarette davanti all'altare.
March 04

NEVICA

NEVICA
Nevica
tornerai
forse domani o forse mai
scende giu’
c’eri tu
che tra due giorni e’ natale
e a pensarti sto male

nevica
tornerai
lo sai che un posto qui ce l’hai
scende giu’
io di piu’
ho gia’ coperto gli agrumi
mentre ho il cuore in frantumi

nevica
(torna amore senza un pretesto)
sono qua
(lascia tutto che non conta il resto)
sarai libera di vivere
come i prati ed i fiori
quando il mondo sta fuori e intanto…

nevica

tornerai
forse stasera oppure mai
sempre piu’
cade giu’
perche’ domani e’ natale
e a pensarci sto male

nevica
me ne andrei
ma dove andare non saprei
scende giu’
sempre piu’
rimango a casa presumo
domani smetto e ora fumo

nevica
(torna amore senza un pretesto)
sono qua
(lascia tutto che non conta il resto)
sarai libera di vivere
come i prati ed i fiori
quando il mondo sta fuori
nevica
(torna amore senza un pretesto)
sono qua
(lascia tutto che non conta il resto)
sarai libera di vivere
come i prati ed i fiori
quando il mondo sta fuori e fuori…

nevica

tornerai
oggi e’ natale…casomai

……nevica

 
 
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